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La Biblioreca Reale di Danimarca

Quando fu progettato l'ampliamento della Royal Librery di Copenaghen qualcuno cominciava già a sospettare che le biblioteche potessero essere un articolo in via d'estinzione, incalzate da una tecnologia che le stava trasformando in inutili ricettacoli di muffe e di parassiti della carta. Ci voleva perciò qualcosa che scrollasse un po' di polvere da un'istituzione secolare diventata un po' obsoleta.


La Kongelige Bibliotek, Biblioteca Reale di Danimarca, è per grandezza e per numero di articoli raccolti (oltre 34 milioni fra volumi, riviste, fotografie, opuscoli, ecc.) – dopo la British Library di Londra e la Bibliothèque Nationale de France di Parigi – la terza struttura in Europa e la decima nel mondo.

Il Black Diamond visto dal quartiere di Christianshavn
Il Black Diamond visto dal quartiere di Christianshavn L'Hansen Building, sede originale della Biblioteca Reale, visto dai giardini della Biblioteca Universitaria.
Il monumento a Soren Kierkegaard nei giardini della Biblioteca Universitaria
Tre condotti a diverse altezze, sovrastano l'arteria di traffico Christian Brygge, collegando la parte vecchia con la nuova Visione sull'arteria di traffico Christian Brygge dal condotto principale
I vetri chiari al piano stradale fanno apparire la struttura come se “galleggiasse”
Le sale di lettura sono protette da pareti trasparenti che filtrano il rumore dell'atrio lasciando passare la luce L'architetto Kengo Kuma, responsabile dell'allestimento della mostra
Le sale di lettura sono protette da pareti trasparenti che filtrano il rumore dell'atrio lasciando passare la luce
Abbondanza di spazi che permettono a studenti e a ricercatori di lavorare insieme

Progettato dallo studio di architettura danese Schmidt Hammer Lassen, il Sort Diamant (diamante nero o meglio, “Black Diamond”, come la comunità internazionale si è abituata a chiamare la Biblioteca Reale di Danimarca), si erge adiacente all'Hansen building, l'edificio originale della biblioteca progettato da Hans Jørgen Holm, sull'isolotto di Slotsholmen. Nonostante la mole del suo ampliamento, guardando il vecchio edificio dai Giardini della Biblioteca Universitaria, non si potrebbe mai sospettare che alle sue spalle sorga un così imponente monumento alla contemporaneità.

L'edificio che si erge in Søren Kierkegaards Plads – un indirizzo suggestivo – raddoppia la vecchia biblioteca costruita nel 1909. La sua mole si protende sull'acqua del canale con un'impronta di 21.000 metri quadrati. La facciata è composta di 2500 metri quadrati di granito nero dello Zimbabwe, tagliato in Italia. Ogni lastra pesa 75 chili. Il costo totale dell'operazione ammonta a 62 milioni di euro. La sua costruzione ha richiesto cinque anni di duro lavoro ma l'edificio ha fruttato allo studio d'architettura notorietà e diversi premi.

La biblioteca custodisce anche il patrimonio librario della Biblioteca Universitaria, della Biblioteca Nazionale di Medicina e Scienze e della Biblioteca della Facoltà di Scienze Naturali e Igiene, oltre all'Archivio Nazionale Folcloristico.

La struttura dispone di sistemi di catalogazione e di indicizzazione innovativi, sale di lettura, computer a disposizione del pubblico, free wifi, spazi che permettono a studenti e a ricercatori di lavorare in gruppo, centro congressi, auditorium-sala concerti, caffetteria, bookshop e persino un ristorante Guida Michelin: il Soren K. Buono.

L'edificio è composto da due corpi solidi di otto piani l'uno, leggermente piegati verso l'esterno e collegati al centro da un grande atrio di ventiquattro metri d'altezza dove sono collocati tapis roulant, ascensori, passerelle e corridoi che servono le ampie e luminose sale di lettura. Queste sono protette da pareti trasparenti che filtrano il rumore dell'atrio lasciando passare la luce. L'atrio è completamente finestrato, 'sì da permettere visione dell'esterno, sul canale e sui nuovi e lussuosi edifici di Christianshavn eretti sul lato opposto dell'acqua. Ma anche dall'esterno verso l'interno.

La parte nuova è collegata alla storica da tre condotti che, a diverse altezze, sovrastano l'arteria di traffico Christian Brygge. Entrando dalla piazza, si raggiungono velocemente i tapis roulant inclinati che portano al piano degli indici. Da qui, attraverso il condotto principale si raggiunge il vecchio edificio. La facciata dell'Hansen Building è stata restaurata per adattarsi al look del complesso.

I vetri chiari al piano stradale fanno apparire la struttura come se “galleggiasse” in aria, rendendo il complesso estremamente “leggero”, nonostante la mole, la forma e il colore

Un aneddoto gustoso che proviene da un lontano passato riferisce che il bibliotecario Daniel Gotthilf Moldenhawer (1753-1823), appassionato bibliofilo, sia passato alla storia come ladro di libri, di cui arricchiva segretamente il patrimonio della Biblioteca. A conferma del famoso detto “il delitto non paga”, la nemesi della Biblioteca si è presentata oltre un secolo più tardi, nella persona dell'impiegato Frede Møller-Kristensen, un'altro bibliofilo. Tra il 1998 e il 2002, questo solerte impiegato riuscì a trafugare circa 1600 volumi storici, per un valore stimato in 50 milioni di euro. Alla sua morte, nel 2003, gli eredi, accecati dall'avidità, abbandonando ogni principio di cautela praticato dal caro estinto, cominciarono a vendere la refurtiva sul mercato antiquario. Un volume emerse nel settembre dello stesso anno a Londra, a un'asta di Christie's, portando all'arresto di tutta la famiglia e al recupero di 1500 volumi ancora invenduti.

Qualcuno suggerisce che i volumi mancanti fossero proprio quelli rubati dal Moldenhawer durante la sua gestione. La sua ombra o, se si vuole, il suo “fantasma”, attraverso la vetrata del grande atrio, è visibile ancora aggirarsi disperatamente, nelle notti senza luna, nei locali della Biblioteca in cerca dei suoi amati libri.

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