VIAGGI SPORT VACANZE

Viaggi, aerei, alberghi, arte, sport, cicli e motocicli

  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Arte Mostre Medardo Rosso, la luce e la materia

Medardo Rosso, la luce e la materia

L'inaugurazione della mostra che Milano dedica a Medardo Rosso, La luce e la materia (alla Galleria d'Arte Moderna -GAM dal 18 febbraio al 31 maggio 2015), coincide con l'annuncio del furto, all'omologa Galleria d'Arte Moderna di Roma, di un'opera in bronzo tra le più acclamate dell'artista torinese: Il bambino malato, poi subito ritrovata in un armadietto riservato al pubblico (Testo di Renato Corpaci, foto di Cristina Risciglione).


In un certo senso, le opere di Rosso si collocano tra la scultura e la pittura del suo tempo, che era pittura impressionista, fortemente influenzata dagli studi sulla luce. Ma sarebbe errato classificare l'artista tra gli scultori impressionisti. Già Boccioni e i Futuristi lo collocavano infatti all'avanguardia della scultura moderna, in particolare per la sua convinzione che l'essenza della scultura è trasmessa dalla tridimensionalità che viene determinata dalla luce.

Medardo Rosso, Birichino, 1895‐1901. Bronzo 23,5x16x16 cm, GAM Milano - © Renato Corpaci
Madame X, (1896) Cera su gesso, 30x19x24 cm, VENEZIA GALLERIA INTERNAZIONALE D’ARTE MODERNA di CA’PESARO - 2015 © Cristina Risciglione Medardo Rosso, Grande Rieuse, (1903‐1904). Cera su gesso, 28x20x14, GAM Milano - 2015 © Cristina Risciglione
Medardo Rosso, Madame Noblet, (1897). Bronzo, cm 51 × 50 × 35, GAM Milano - 2015 © Cristina Risciglione
Medardo Rosso, Bambino al sole, (1908 circa). Stampa fotografica - 2015 © Cristina Risciglione La sala dedicata all'ttività fotografica di Medardo Rosso - 2015 © Cristina Risciglione
Medardo Rosso, Bambino malato a sx: Cera su gesso (1895-1897 [1895]), cm 28 × 25 × 15. Dresda, Staatliche Kunstammlungen, inv. ZV 1933; a dx: Bronzo (1903‐1904), 23,5x15,5x16,5. GAM Milano -  2015 © Cristina Risciglione
Medardo Rosso, Ruffiana, (1883). Bronzo, 34x22x28 cm. GAM Milano -  2015 © Cristina Risciglione Medardo Rosso, Portinaia, (1890-1893 [1883-1884]). Bronzo, cm 45 × 39,6. Budapest, Szépmuvészeti Mùzeum - 2015 © Renato Corpaci
Medardo Rosso, Aetas aurea, (1886-1887 [1886]). Bronzo, cm 51 × 26 × 38. Parigi, Musée d’Orsay -  2015 © Cristina Risciglione
Medardo Rosso, Ecce puer, a sx: Cera su gesso (1914-1917 [1906]), cm 44 × 32,5 × 27 Firenze, collezione privata; a dx Bronzo (1908 circa [1906]), cm 45 × 34 × 24. Venezia, Ca’ Pesaro - Galleria Internazionale d’Arte Moderna - 2015 © Renato Corpaci
Medardo Rosso, L’uomo che legge, (1900-1904 [1894]). Bronzo, cm 30 × 31 × 27,5. Firenze, Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti - 2015 © Renato Corpaci Medardo Rosso, L’uomo che legge, (1923-1926 [1894]). Cera su gesso, cm 29,5 × 30,5 × 29,5 Milano, Galleria d’Arte Moderna - 2015 © Renato Corpaci
Medardo Rosso, Bookmaker, (1902‐1903). Bronzo, 42x35x39,5 cm. GAM MILANO - © Saporetti Immagini d’Arte

Il titolo di questa mostra si riferisce quindi al nucleo della poetica dello scultore, il cui obiettivo si sintetizza nell'atto di plasmare, non tanto la materia di cui l'opera è fatta, ma l'impressione che la luce, rifrangendosi su di essa, produce in chi l'osserva.

Per questo, pur essendo opere tridimensionali, si può dire che abbiano un lato “A” e un lato “B” non inteso per la fruizione del pubblico. All'avanguardia del suo tempo, dunque, Medardo Rosso anticipò movimenti e tendenze che solo successivamente si sarebbero affacciati sulla scena artistica del Novecento e ancora oggi le sue sculture ritengono parte di quella novità che impressionò i suoi contemporanei.

Questo è anche il motivo per cui ammiriamo opere apparentemente identiche che l'artista ha replicato in gesso, in cera, in bronzo e in terracotta, ciascuna assolutamente “originale”, ciascuna che trasmette, nella sua materialità, un distintivo impatto sull'osservatore.

Personaggi minori – Il birichino, L'enfant juif, L'enfant malade, La portinaia, La ruffiana, Sagrestano – ma anche figure nobili, come lo splendido ritratto all'amico mecenate Henri Rouart – a cui Rosso era stato presentato dagli amici parigini Rodin e Degas – o L'uomo che legge, che ritiene tutto il fascino e il mistero dell'attività rappresentata nell'opera.

La storia della collezione di opere dell'autore in possesso della Galleria milanese è contrastata. Inizialmente trascurato dalla comunità artistica italiana (la fortuna di Rosso si sviluppa quasi interamente a Parigi, dove si trasferisce nel 1889, in contemporanea con la sua proficua partecipazione all'Esposizione Universale con cinque opere in bronzo), Medardo Rosso comincia a essere riconosciuto in Italia solo nel 1909, grazie all'impegno di Ardengo Soffici e Giovanni Prezzolini i quali, dalle colonne de «La Voce» e de «L'Acerba» ne celebrarono l'importanza.

I primi acquisti museali si registrano non a Milano ma a Roma tra il 1913 e il 1914: cinque opere, grazie all'interessamento, non a caso, di una straniera: la critica olandese Etha Fles.

Alla GAM di Milano le cose andarono molto più gradualmente. Entrò prima di tutto L'enfant malade (1914), seguito solo nel 1920 da La portinaia (donato dall'artista), dalla Grande Rieuse (1921) e dal Birichino (1934). Solo nel 1953, grazie alla donazione del figlio di Medardo, Francesco, la GAM incamerò il nucleo più consistente di opere dello scultore, da cui la mostra attinge generosamente.

La mostra di Milano, curata da Paola Zatti, conservatore della Galleria d'Arte Moderna, in collaborazione con il Museo Rosso di Barzio, raccoglie, oltre alle 15 opere del patrimonio appartenente alla GAM e a una selezione del Museo Rosso, una serie di prestiti nazionali e internazionali che propongono un profilo esaustivo dell'artista come scultore e anche come fotografo. Tutte le opere sono state portate a termine dal maestro quando era in vita, essendo state escluse da questa rassegna tutte le opere di fusione postume fatte eseguire dal figlio Francesco.

Nella prima sezione si possono ammirare le sculture dell'esordio, a partire da Il birichino; nella seconda si possono confrontare diverse versioni della stessa opera, plasmata da Rosso in diversi materiali, a cominciare dall'imponente Henri Rouart in cera, gesso e bronzo. Nella terza sezione sono esposti Madame X , proveniente da Ca' Pesaro, e L'enfant malade., proveniente dal Kustammlungen di Dresda Ecce puer appare infine nella quarta sezione della mostra.

Da non trascurare, le fotografie, di cui 17 inedite provenienti dal Fondo Neri-Pozza di Vicenza, scattate da Rosso, raffiguranti principalmente le sue opere. Vanno considerate come delle “interpretazioni autentiche” che mostrano come l'artista voleva che le sue sculture fossero viste. È una ricerca fotografica che il fotografo condusse “da scultore” sull'opera sua ma si premurò di tenere lontano dagli occhi dei suoi contemporanei perché, pensava, “non l'avrebbero capita”.

Share/Save/Bookmark
 

Siti
Booking.com

«Sulla Punta Della Lingua»
Renato Corpaci | Photo

ItaliaLibriNET
La locuzione di Anassimandro
Appartamento a Cervinia
Meteo Trivigno
B&B Boschi Grandi
Affitti Case vacanze e appartamenti Mondo
Affitti case vacanze e appartamenti nel Mondo. Contatto diretto con il proprietario per vacanze al mare, in montagna, in città o in agriturismo a prezzi economici