VIAGGI SPORT VACANZE

Viaggi, aerei, alberghi, arte, sport, cicli e motocicli

  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Arte Mostre Giacometti a Milano

Giacometti a Milano

Alberto Giacometti, Testa del padre, rotonda III, 1927‐30 circa Bronzo 28x19x22,8 cm - Collezione Fondation Giacometti, Parigi• Inaugura a Milano le stanze ristrutturate della Galleria d'Arte Moderna (GAM) di Villa Belgiojoso una mostra che descrive il percorso artistico ed esistenziale di uno dei più significativi artisti del Novecento e uno dei più valutati nelle aste internazionali di tutto il mondo: Alberto Giacometti (di Renato Corpaci, foto di Cristina Risciglione)


Da oggi quindi la metropoli milanese può vantare un polo espositivo dedicato alla scultura. È localizzato nelle sale sontuose della Galleria d'Arte Moderna di Via Palestro, già sede delle Collezioni Grassi e Vismara, nonché di una cospicua esposizione di opere dell'Ottocento, frutto di lasciti e donazioni di milanesi illustri. L'iniziativa scaturisce anche dall'esigenza di valorizzare il cospicuo patrimonio di arte scultorea appartenente al museo.

Donna che cammina (I)”, 1932 (versione del 1936). Bronzo 150,3x27,2x38,4cm - Collezione Fondazion Giacometti, Parigi
Alberto Giacometti, “Giorgio Soavi”, 1963. Olio su tela 50x40cm - Collezione Fondazion Giacometti, Parigi Alberto Giacometti, “Donna in piedi”, 1957 (versione del 1936). Bronzo 131,5x19x32,5cm - Collezione Fondazion Giacometti, Parigi
Alberto Giacometti, “Sfera sospesa”, 1931. Gesso e metallo 60,6x35,6x36,1cm (sx); 1965 circa. Olio su tela 129x88cm (dx) - Collezione Fondazion Giacometti, Parigi Annette Giacometti, “Alberto Giacometti nel cortile dell'atelier con il gesso della Grande donna IV”, 1960. Archivi della Fondazion Giacometti, Parigi
Alberto Giacometti, “Busto di Annette (detto Venise)”, 1962. Bronzo 46,2x26,5x16,cm (sx); “Busto di donna dalle braccia incrociate”, 1964. Bronzo 51,7x25,7x20,9cm (centro); “Busto di Diego, (seconda versione)”, 1962 (versione del 1964). Bronzo 44,3x27,4x16cm (dx)
Alberto Giacometti, “Caroline”, 1961. Gesso 48x28x16cm (sx); “Busto di Yanaihara (II)” 1961. Gesso 36x33,5x15cm (dx) - Collezione Fondazion Giacometti, Parigi Alberto Giacometti, “Grande testa”, 1960. Gesso dipinto 100,5x31,7x43,1cm - Collezione Fondazion Giacometti, Parigi
Piccolo busto su base (Rol-Tanguy)”, 1946 circa. Bronzo 11,5x5,7x5,cm - Collezione Fondazion Giacometti, Parigi
Allestimento nella mostra nei locali ristrutturati della GAM per la Fondazion Giacometti di Parigi

Universalmente acclamato, lo scultore Alberto Giacometti appartiene a un pugno di artisti svizzeri (Segantini, Vallotton, Klee, per citare solo i più celebri) chiamati dalla Storia a rappresentare l'eccellenza del proprio paese nel campo dell'arte.

Nato a Borgonovo (Canton Grigioni) il 10 ottobre 1901, Giacometti inizia la carriera artistica nell'atellier del padre Giovanni, pittore postimpressionista. Dopo aver studiato a Ginevra, all'Ecole de Beaux Arts e allEcole d'Arts et Metiers, nel 1922 l'artista si trasferisce a Parigi dove frequenta per cinque anni l'Academie de La Grande-Chaumière.

Nel 1930 si unisce al movimento surrealista di Andre Breton. Lo lascerà cinque anni più tardi per riprendere un proprio personale percorso che caratterizzerà la produzione dell'artista fino alla morte avvenuta a Coira nel 1966.

«La massa, in realtà, è fatta di individui, di individui soli. E il sublime, per me, il mistero, sta proprio nei volti di questi uomini soli. Una volta, in un museo, mi misi a guardare quei visi e tutt'a un tratto mi colpì la loro straordinaria vivezza e inafferrabilità, così diversa dalle opere d'arte che all'improvviso mi sembravano gelide, morte. E mi prese una specie di disperazione, perché pensavo che mai nessuno avrebbe potuto cogliere completamente il mistero di quei volti e della vita riflessa in essi.» Alberto Giacometti nell'intervista a Grazia Livi in «Epoca», gennaio 1963.

Curata da Catherine Grenier – già codirettrice del Musée national d'art moderne di Parigi, Centre George Pompidou, e dall'inizio dell'anno nominata all'unanimità dal comitato preposto a individuare il nuovo direttore della Fondation Alberto et Annette Giacometti – la mostra consta di 63 opere, tra disegni, quadri, sculture e fotografie.

Catherine GrenierIl ruolo della novella direttrice alla testa della Fondazione Giacometti si avvia a svolgersi lungo tre direttrici, come lo scorso gennaio ella stessa ha dichiarato a «Le Monde»: «Penser à l'ouverture d'un lieu de visibilité permanente pour les œuvres de la Fondation, a priori à Paris, développer les expositions à l'international, et notamment dans les pays émergents, et générer davantage de recherches et de publications chez les jeunes chercheurs sur Giacometti, artiste à la trajectoire très originale à travers le surréalisme, mais aussi les penseurs et écrivains de son temps. (Pensare l'apertura di uno spazio espositivo permanente per le opere della Fondazione, preferibilmente a Parigi; sviluppare esposizioni in campo internazionale e in particolare nei paesi emergenti; incoraggiare ricerche e pubblicazioni tra i giovani ricercatori su Giacometti artista dal percorso originalissimo attraverso il Surrealismo ma anche tra i pensatori e gli scrittori del suo tempo).»

La mostra milanese s'inserisce in questo programma ed è, nel suo genere, la prima iniziativa intrapresa dalla nuova direttrice. L'esposizione si sviluppa in cinque sezioni che occupano altrettante stanze, a ripercorrere le fasi più salienti dell'evoluzione artistica dello scultore.

«Questa retrospettiva – scrive nel catalogo Serena Bucalo, co-curatrice dell'esposizione – ha per obiettivo quello di presentare l'evoluzione artistica di Alberto Giacometti, dai suoi inizi in Val Bregaglia (Canton Grigioni, Svizzera) alla maturità, trascorsa per lo più nell'atelier di rue Hippolyte-Maidron a Parigi.»

Dai lavori giovanili sui modelli della madre, del padre e dei fratelli (sezione 1), caratterizzati anche dalle influenze cubiste dell'epoca, al periodo surrealista (sezione 2) in cui si distinguono la «Famme qui marche», la «Boule supendue» e opere influenzate dalla cosiddetta Arte primitiva. Dalle ricerche sul lavoro “dal vero” (sezione 3) concentrati sulla figura umana, che danno luogo a opere filiformi, quelle figure allungate, quasi dei totem dell'era moderna, che diventeranno la cifra del suo lavoro di scultore, agli studi della testa (sezione 4) e dello sguardo, mirati al raggiungimento di un'irraggiungibile somiglianza con il soggetto. Infine (sezione 5) le monumentali opere della maturità, tra le quali campeggiano «La grande tête» e «La grande famme».

«La mostra – ricorda l'assessore Filippo Del Corno – fa parte di “Milano Cuore d’Europa”, il palinsesto culturale multidisciplinare dedicato all’identità europea della nostra città anche attraverso le figure e i movimenti che, con la propria storia e la propria produzione artistica, hanno contribuito a costruirne la cittadinanza europea e la dimensione culturale.»

La Mostra proposta dalla Fondazione Giacometti s'inserisce quindi in un vasto programma a compendio all'Esposizione Universale del 2015, che già vede la città impegnata negli appuntamenti con Segantini e con la retrospettiva di Marc Chagalle (tra gli altri) e in prospettiva nell'imminente inaugurazione dell'attesa esposizione delle opere di Vincent Van Gogh.

Realizzata dal Comune di Milano e dal Gruppo 24Ore Cultura, la mostra resterà aperta fino all'8 febbraio 2015. Inoltre, con soli due euro di spesa supplementare sul costo del biglietto, i visitatori della GAM potranno accedere anche all'esposizione che il Museo del Novecento dedica a Yves Klein e a Lucio Fontana.

Dall'8 ottobre 2014 al 2 febbraio 2015. GAM, Galleria d'Arte Moderna, Via Palestro, Milano.

Share/Save/Bookmark
 

Siti
Booking.com

«Sulla Punta Della Lingua»
Renato Corpaci | Photo

ItaliaLibriNET
La locuzione di Anassimandro
Appartamento a Cervinia
Meteo Trivigno
B&B Boschi Grandi
Affitti Case vacanze e appartamenti Mondo
Affitti case vacanze e appartamenti nel Mondo. Contatto diretto con il proprietario per vacanze al mare, in montagna, in città o in agriturismo a prezzi economici