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Home Arte Architettura Harpa - Simbolo della nuova Islanda

Harpa - Simbolo della nuova Islanda

• L’Harpa è uno dei punti di riferimento di maggior spicco nel panorama islandese. Posto sul limitare del porto di Reykjavic, proteso sulla baia, la sua posizione lo mette in condizione di essere visto a 360 gradi a seconda della prospettiva dell’osservatore (di Renato Corpaci e Cristina Risciglione)


Photo © 2015 Renato Corpaci - Tutti i diritti riservati
Photo © 2016 Renato Corpaci - Tutti i diritti riservati Photo © 2016 Renato Corpaci - Tutti i diritti riservati
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Courtesy of henning larsen architects
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Nelle sue pareti vetrate – che ripetono il motivo della pietra lavica e, nel colore, i bagliori cangianti dell’aurora boreale – la costruzione restituisce di riflesso a chi l'osserva, da una parte, il paesaggio cittadino, dall’altra lo scenario della baia con i monti che la delimitano.

Quando la crisi finanziaria colpì l’Islanda, nel 2008, l’East Harbour Project, un progetto di sviluppo meglio conosciuto come “World Trade Center Reykjavík”, comprendeva un hotel da 400 camere, appartamenti di lusso, negozi, ristoranti, un parcheggio sotterraneo e il quartier generale di una delle tre banche commerciali coinvolte nel crack finanziario, Landsbanki, oltre naturalmente all'Harpa, quello che, nei piani urbanistici, sarebbe dovuto diventare sala concerti e centro conferenze.

La crisi impose un arresto generalizzato di tutti lavori, con l’eccezione di quest'ultimo, che il Governo decise di finanziare comunque con un investimento statale. Negli anni della depressione, l'Harpa è stato l’unico progetto immobiliare attivo in Islanda.

L’edificio occupa un’area di 28.000 mq e si sviluppa su quattro livelli. All’interno, ospita un foyer, tre grandi sale, camerini, backstage, uffici amministrativi, sala prove. L'ingresso per il pubblico si trova sul lato Sud; quello per gli artisti e per le maestranze sul lato Nord.

I visitatori, siano essi ospiti di un evento privato, spettatori di una performance o semplici curiosi, possono scegliere tra due ristoranti: Smurstöðin al piano terreno e Kolabraut al quarto piano. Un servizio di catering anima le feste e le riunioni private. Gli esercizi commerciali all'interno di Harpa spaziano dalla musica al design, dai libri ai fiori, agli articoli da regalo e c'è anche un'agenzia viaggi.

Il progetto e la realizzazione sono frutto di un impegno corale. Il Governo islandese, come si diceva, ci ha messo i quattrini. Il concorso pubblico internazionale è stato aggiudicato nel 2005 allo studio danese di architettura Henning Larsen Architects, responsabile, tra l’altro, della progettazione dell’Opera House di Copenaghen. L’equipe ha operato in collaborazione con lo studio islandese di architettura Batteríið Architects. La facciata meridionale che si affaccia sulla città è stata progettata dall’artista islandese Olafur Eliasson, che si è ispirato a motivi tipici dello scenario isolano: la roccia di basalto, i bagliori dell’aurora.

Il motivo caratterizzante si affida a un sistema tridimensionale modulare d’acciaio e vetro a dodici facce che compone la facciata Sud rivolta verso la città, replicato un migliaio di volte. Le restanti facciate sono composte da cornici geometriche bidimensionali ricavate da proiezioni del motivo principale. L’ingombrante costruzione perde così la sua consistenza nel momento in cui le condizioni meteorologiche islandesi, nelle loro molteplici manifestazioni, si riflettono sulle sfaccettate superfici dell’edificio in un’infinità di tonalità e colori. La trasparenza favorisce un dialogo tra l’edificio e la città che rappresenta.

Nella lunga notte artica, la facciata si illumina di luci multicolori che imitano i bagliori dell’aurora boreale.

Il concerto inaugurale si è tenuto il 4 maggio 2011.

Nel 2013, all’Harpa è stato assegnato il prestigiosissimo Premio Europeo per l’Architettura Contemporanea intitolato a Mies van der Rohe. Il progetto è stato scelto tra 335 partecipanti da 37 paesi europei. Durante la cerimonia di premiazione, nella sua motivazione, la giuria ha menzionato «l’identità di una società conosciuta nei secoli per le sue saghe. Grazie alla collaborazione multidisciplinare tra lo studio d’Architettura Henning Larsen e l’artista Olafur Eliasson, questo progetto lancia un messaggio importante al mondo e al popolo d’Islanda, realizzando un sogno coltivato a lungo.»

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