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Stagno di Cabras

Alimentato dal fiumiciattolo Riu Sa Praia, lo stagno di Cabras si estende per 2288 ettari a Nord del Golfo di Oristano e si collega alle zone umide di Mistras, Pauli 'e Sali e con lo stagno di Sale Porcus, nei pressi di Putzu Idu, a formare un ambiente umido di circa 3575 ettari, di importanza internazionale. 10.000 anni fa, quando il livello del mare era più alto, lo stagno si estendeva a Nord fino a Is Benas e a Sud raggiungeva Oristano, formando una vastissima laguna che separava il Sinis dal resto della Sardegna.










Secondo la Convenzione di Ramsar del 1971, s'ntendono per zone umide le paludi e gli acquitrini, le torbe oppure i bacini, naturali o artificiali, permanenti o temporanei, con acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra, o salata, ivi comprese le distese di acqua marina la cui profondità, durante la bassa marea, non supera i sei metri. Per uccelli acquatici s'intendono gli uccelli ecologicamente dipendenti dalle zone umide.

Le coste dello stagno, per la maggior parte, sono basse e arenose, ma in alcuni punti ci sono aree rocciose. L'accumulo di sabbia, dovuto al lavoro combinato, da una parte, dei venti e, dall'altra, dei fiumi che, nelle loro piene hanno trasportato detriti e sedimenti, è da porre all'origine di questa zona unica che ha caratterizzato la vita economica e sociale di questa regione.

La profondita' media dello stagno e' di 2,80 m mentre la profondita' massima di circa 3,00 m. Nelle sue acque, ricche di muggini, cefali, anguille, mormore, spigole, per secoli la pesca è stata l'attività principale, condotta sfruttando l'andamento delle maree: il pesce che entra nello stagno con l'alta marea, viene poi trattenuto quando tende ad uscire, durante la bassa marea, in una serie di camere costruite con filari di canne. Ancora oggi, i pescatori si muovono sul pelo dell'acqua con delle corte imbarcazioni realizzate dall'intreccio dell'erba palustre (fassonis), una tecnica che ricorda la maniera con cui gli antichi egizi costruivano le loro navi; una consuetudine forse importata dai fenici che fondarono la vicina Tharros.

Tra gli uccelli acquatici che popolano lo stagno, il quasi estinto fistione turco, fenicotteri rosa – attratti dall'abbondante presenza sui fondali dell'Artemia salina – cormorani. Sulle falesie della costa, inoltre, si riproducono il passero solitario, il falco pellegrino, il gabbiano reale.

L'acqua del Mar di Sardegna, che s'insinua attraverso una miriade di vie di comunicazione, si miscela con l'acqua dolce che proviene dalle acque di un bacino di circa 440 Km2. Per ovviare alle frequenti inondazioni, che costringevano spesso gli abitanti di Cabras a lasciare le loro case, durante gli anni settanta è stato costruito un canale scolmatore (“Sa Ucca ‘e Sa Madrini” ovvero “La Bocca della Scrofa”) che ha, come obiettivo secondario, di ristabilire la salinità ideale per lo sviluppo di una florida industria di acquacultura.

Questa grandiosa opera, costata oltre sette miliardi, non e' mai stata utilizzata per quello che era il suo obiettivo principale e le chiuse, che sin dai primi mesi venivano sollevate a fatica, oggi non sono piu' in grado di funzionare. In questi ultimi tempi, infatti, sono stati eseguiti dei lavori che ne hanno modificato l’aspetto e la funzione.

La Bottarga di Muggine, uno dei prodotti maggiormente tipici che caratterizzano la cucina sarda, viene prodotta e trattata in gran parte proprio nell'area dello Stagno di Cabras,  grazie soprattutto alla consistente presenza di questi esemplari ittici nelle acque del bacino. Abbiamo visitato uno dei laboratori specializzati nella lavorazione di questo prezioso prodotto, denominato, con un certo orgoglio, “il caviale del Mediterraneo” dall''Ittica Cabras (qui a destra, due dei titolari: Mariarosa Amadu e Fausto Ioddo).

Il processo parte dall'accaparramento del pescato. Un tempo, il prodotto raccolto nello stagno, poteva soddisfare la richiesta del mercato. In seguto al crescente successo, operatori come l'Ittica Cabras si sono rivolti, giocoforza, per la fornitura dei muggini anche altrove. Il pesce viene quindi eviscerato e separato dalle gonadi, che vengono quindi lavate, salate, pressate ed essiccate, prima di essere confezionate sottovuoto e quindi inviate ai mercati. Il prodotto viene offerto in due formati: intero, ottimo affettato per aperitivi e spuntini, e polverizzato, adatto ad essere sparso sugli spaghetti.

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